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Riforma pensioni, Governo spaccato

Settembre 2nd, 2006 by Luigi Palamara

Riforma pensioni, Governo spaccato 
Duello, all’interno della maggioranza, tra l’ala massimalista e quella “rigoristaâ€

 Riforma pensioni, Governo spaccato

Nel day after del Consiglio dei ministri che ha discusso le linee guida della prossima manovra di bilancio la situazione non è cambiata. Il duello, all’interno del governo, tra i sostenitori della linea dura del rigore e quella soft della spalmatura della manovra sui due anni si ripropone intatto nei toni e nella sostanza. Rifondazione comunista non demorde e guida la rivolta dei partiti interni alla maggioranza contro i tagli ai comparti della sanità e della previdenza. Due dei quattro campi, cioè, in cui il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha annunciato di voler operare interventi strutturali. E si va delineando un asse sempre più netto tra i partiti dell’ala massimalista e i sindacati. Il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani si è espresso con toni di estrema durezza nei confronti dell’esecutivo Prodi. È oramai chiaro che tanto Rifondazione comunista – a cui sono da aggiungere i Verdi e i Comunisti italiani - quanto i sindacati faranno muro contro eventuali tagli che la Finanziaria da 30 miliardi di euro annunciata da Padoa-Schioppa potrebbe comportare. Lo sconto di cinque miliardi all’asse sopra indicato non basta. Rifondazione e parlamentari della sinistra radicale hanno intenzione di bocciare qualsiasi intervento strutturale che possa realizzare risparmi e dunque anche tagli. Poco importa se a chiederlo è l’Europa: Bruxelles o Francoforte. O istituzioni internazionali come il Fondo monetario e l’Ocse che hanno più volte richiamato l’attenzione sulla sostenibilità delle finanze pubbliche minacciate dall’impennata della spesa pensionistica e di quella sanitaria. Non è un caso dunque se i capitoli più spinosi al momento nella discussione sulla Finanziaria riguardano proprio pensioni e sanità. E sulle pensioni l’elemento di novità che si registra riguarda la divergenza di opinioni tra i due ministeri interessati alla riforma: quello del Tesoro, capitanato dal “rigorista†Tps e quello del ministero del Lavoro presieduto dall’ex cgiellino e fassiniano Cesare Damiano.Â