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Calabresi sempre più spiati

Settembre 9th, 2006 by Luigi Palamara

Secondo l’Eurispes sono 36 mila le utenze intercettate con un incremento del 22,7%

 Calabresi sempre più spiati

COSENZA. Negli ultimi tre anni, il numero dei bersagli, come vengono chiamate in gergo le utenze intercettate, ha raggiunto in Calabria quota 36mila con un incremento medio annuo del 22,7 per cento significativamente al di sopra dell’incremento medio annuo nazionale pari al 13,8 per cento. Crescono anche i costi delle intercettazioni messe in campo dallo Stato per contrastare crimine organizzato e malcostume in Calabria: oltre 98,2 milioni di euro nel periodo che va dal 2003 al 2005. A poche settimane dall’approvazione del provvedimento di legge sulle intercettazioni telefoniche, l’Eurispes Calabria traccia la geografia dei bersagli e dei costi delle intercettazioni per ogni singola procura calabrese. Dal 2003 al 2005 il numero dei bersagli ha registrato un incremento del 47,4 per cento passando dalle 9.272 intercettazioni del 2003 alle 13.668 del 2005. Nel 2004, inoltre, i bersagli sono stati ben 13.046: più 40,7 per cento rispetto al 2003. Come era prevedibile per competenza territoriale e per permeabilità al crimine organizzato, ben 7 bersagli su 10 sono concentrati nella procura di Reggio Calabria, con 25.472 su un totale regionale di 35.986 casi tra il 2003 ed il 2005. Rilevante anche il valore assoluto registrato per la procura di Catanzaro con 4.191 osservazioni telefoniche pari all’11,6% del dato complessivo. A seguire gli uffici giudiziari di Palmi con 1.337 bersagli (3,7%), Lamezia Terme con 1.221 bersagli (3,4%), Vibo Valentia con 1.116 bersagli (3,1%), Cosenza con 782 bersagli (2,2%), Locri con 677 bersagli (1,9%). In coda, le procure di Castrovillari con 350 bersagli (1,0%), Paola con 310 bersagli (0,9%), e gli uffici giudiziari di Rossano e Crotone rispettivamente con 267 bersagli e 263 bersagli entrambi con una incidenza sul totale regionale pari allo 0,7 per cento. Il quadro muta se si analizzano le variazioni percentuali intercorse tra il 2003 ed il 2005. A registrare la maggiore dinamicità nel numero delle intercettazioni telefoniche è la procura di Castrovillari con un incremento pari al 120,3%, seguita dalle procure di Palmi (103,5%) e Locri (89,3%). In direzione opposta alcuni uffici giudiziari che, nell’arco temporale considerato, hanno visto decrescere gli “ascoltiâ€: Rossano (-9,2%), Lamezia Terme (-8,6%) e Crotone (-7,2%). Costi: in media quasi 33 milioni di euro all’anno per intercettazioni. Per ascoltare le conversazioni telefoniche, in Calabria si spendono mediamente circa 33 milioni di euro all’anno. In particolare nel 2003 sono stati impegnati 36.146.927,93 di euro, nel 2004 24.654.482,24 di euro e nel 2005 37.399.476,24 di euro. Di conseguenza, negli ultimi tre anni, lo Stato ha impiegato risorse economiche in fatture emesse per le intercettazioni, acquisizione dei tabulati e noleggio di apparati per 98.200.886,41 di euro, ovvero circa 190 miliardi di vecchie lire. Tradotto in variazione percentuale, ciò vuol dire che nel 2005 rispetto al 2003 i costi per i bersagli sono aumentati del 3,5 per cento. Analizzando i dati, inoltre, si evidenzia una significativa riduzione delle spese tra il 2004 ed il 2003 pari al 31,8% ed un’altrettanta rilevante crescita tra il 2005 ed il 2004 pari al 51,7%. Il primato delle somme messe in campo dagli uffici giudiziari calabresi per fronteggiare criminalità e malcostume spetta alla procura di Reggio Calabria con poco più di 63,2 milioni di euro pari al 64,4 per cento sull’ammontare complessivo delle spese sostenute in Calabria. Seguono gli uffici giudiziari di Catanzaro con 21,2 milioni di euro (21,6%), Vibo Valentia con circa 3,2 milioni di euro (3,3%), Cosenza con 2,8 milioni di euro (2,8%) e Palmi con poco meno di 2,6 milioni di euro (2,6%). In coda le procure di Lamezia Terme con 1,7 milioni di euro (1,8%), Paola con 1,2 milioni di euro (1,2%) e, tutte con una incidenza pari allo 0,6 per cento sul totale regionale, le procure di Rossano con 581.694 euro, Crotone con 579.653 euro, Locri con 559.765 euro e Castrovillari con 542.434 euro. Anche per l’analisi dei costi, la mappa cambia se si osservano le variazioni di spesa intercorsi nel triennio di riferimento. La procura di Castrovillari, passando da 75.984,60 euro del 2003 a 244.114,02 euro del 2005 segna una crescita del 221,3 per cento. A seguire gli uffici giudiziari di Vibo Valentia (95,4%), Palmi (93,8%), Lamezia Terme (75,9%), Paola (74,4%), Cosenza (26,9%), Rossano (13,4%), Locri (2,7%) e Reggio Calabria (2,5%). Da segnalare, al contrario, la riduzione più che significativa della spesa per i bersagli della procura di Catanzaro. Dal 2003 al 2005 i costi per le intercettazioni sono diminuiti del 12,3 per cento. Erano 8.234.108,72 di euro nel 2003, sono scesi a 5.755.356,39 di euro nel 2004 per poi risalire nuovamente fino a 7.220.794,03 di euro attuali. In diminuzione anche la somma impiegata dalla procura di Crotone (-58,3%). Malgrado i dati relativi alle procure per minorenni siano parziali, l’Eurispes Calabria ha rilevato che dal 2003 al 2005, gli uffici giudiziari minorili calabresi hanno all’attivo anche 9 intercettazioni telefoniche ed una spesa complessiva di oltre 6mila euro. Il dato parziale evidenzia, comunque, che in Calabria si “ascolta†il 3,3 per cento dell’ammontare complessivo delle conversazioni telefoniche under 18 a livello nazionale pari a 275 bersagli.Â