Dopo la cattura di Bernardo Provenzano.
Aprile 15th, 2006 by Luigi Palamara
Al vertice della Cupola ora è lotta per la successione
Due nomi su tutti sono quelli più accreditati per prendere il posto di Provenzano: Matteo Messina Denaro, della mafia trapanese, e Salvatore Lo Piccolo, della borgata palermitana di San Lorenzo. Entrambi sono latitanti.

Mafia:due successori per Provenzano
Messina Denaro e Lo Piccolo al vertice
Catturato il boss dei boss Bernardo Provenzano, al vertice di Cosa Nostra si apre ora la lotta per la successione. Due nomi su tutti sono quelli più accreditati per prendere il posto di Provenzano: Matteo Messina Denaro, della mafia trapanese, e Salvatore Lo Piccolo, della borgata palermitana di San Lorenzo. Entrambi sono latitanti e con Provenzano hanno formato negli ultimi anni una sorta di direttorio.Â
E’ proprio grazie a loro due che Provenzano era riuscito a ricucire gli antichi strappi tra le cosche ritrovando così forza e compattezza, cambiando oltretutto strategia: basta bombe e sangue e ricerca del consenso sociale per cercare di fare al meglio affari.
Matteo Messina Denaro, 46 anni, è ricercato per associazione mafiosa, strage e omicidio. Ci sarebbe lui dietro le stragi del 1993 a Firenze e Roma e sempre lui sarebbe stato incaricato da Toto Riina di preparare l’attentato a Maurizio Costanzo. Messina Denaro è uno dei figli d’arte dello scacchiere mafioso. Suo padre, don Ciccio, alleato dei corleonesi, è stato per anni il re della mafia trapanese. Di Messina Denaro circola solo una foto vecchia di vent’anni, ma i pentiti lo indicano come un boss che ama bella vita e belle donne: elegante, gira su auto sportive con foulard di seta e Rolex d’oro. Dal suo feudo di Castelvetrano ha esteso la sua influenza su tutto il territorio trapanese, fino alla linea di confine di Alcamo, dove inizia il regno di Lo Piccolo.
Lo Piccolo è più anziano (62 anni) ed è un candidato - forse - meno autorevole nella corsa alla reggenza della mafia. E’ latitante dal 1983 e come Provenzano è quasi un fantasma. Al boss dei boss negli ultimi tempi sarebbe stato vicino sorpattutto per gli appalti pubblici e le estorsioni. Il figlio Sandro, a soli trent’anni, è stato condannato all’ergastolo per due omicidi ed è latitante da 5 anni.
Fonte TGCOM