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Archivio del mese di Giugno, 2006

Fortugno. Un delitto politico-affaristico

Giugno 23rd, 2006 by Luigi Palamara

 Un delitto politico-affaristico


Fortugno/ Il movente individuato nella “guerra†per un seggio in Consiglio regionale    
REGGIO CALABRIA. Alessandro Marcianò avrebbe dato il mandato di uccidere il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, esponente della Margherita, ucciso il 16 ottobre dello scorso anno a Locri, “a Salvatore Ritorto, il quale si sarebbe avvalso per l’esecuzione materiale, oltre che di Giuseppe Marcianò, anche di Domenico Novella e Domenico Audino. Le ragioni del delitto si fanno risalire alla circostanza che l’onorevole Fortugno venne considerato dagli indagati l’unico ostacolo alla realizzazione di un progetto relativo alla perpetuazione del loro potere nell’ambito politico-affaristico-clientelare, potere che dipendeva dalle fortune di altro personaggio politico, candidato alle elezioni regionali del 2005, risultato non eletto contro le loro aspettative”. E’ questo il passaggio più significativo delle parole pronunciate nel corso di una conferenza stampa da parte del procuratore capo della procura della Repubblica di Reggio Calabria, Antonino Catanese. Le stesse parole sono tra l’altro riportate nel comunicato stampa che sintetizza l’operazione Arcobaleno 2, nel contesto della quale mercoledì sono finiti in manette Alessandro Marcianò, caposala all’ospedale di Locri, ed il figlio Giuseppe. Nel corso dell’incontro con i giornalisti, svoltosi nel contesto delle nuove disposizioni relative ai rapporti con la stampa entrate recentemente in vigore, il procuratore Catanese non ha inteso fare il nome del politico a cui Alessandro Marcianò ha fatto la campagna elettorale, anche perché - ha detto - nei confronti di quest’ultimo non esiste attività giudiziaria. Risulta, in ogni caso, che Giuseppe Marcianò in passato era stato collaboratore di Domenico Crea, consigliere regionale uscente nel 2005, ricandidato con la Margherita e primo dei non eletti, subentrato a Fortugno dopo la sua uccisione. Secondo il procuratore Catanese, notevole rilievo per le indagini sull’omicidio Fortuno hanno assunto le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Bruno Piccolo e Domenico Novella, le quali sono state riscontrati come “molto attendibili”. Secondo le notizie fornite dalla procura della Repubblica reggina, nell’omicidio la cosca Cordì non sarebbe coinvolta direttamente, ed infatti non sono stati assunti provvedimenti giudiziari, anche se gli attori della vicenda sono sospettati di gravitare nel contesto di questa potente famiglia mafiosa di Locri. “Le notizie diffuse della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria sui nuovi arresti per l’omicidio di Francesco Fortugno, ex vice presidente del Consiglio regionale calabrese, costituiscono un altro importantissimo passo in avanti nella ricostruzione della verità a cui siamo da sempre interessati su quell’efferato crimine”. E’ quanto afferma il vice ministro all’Interno, Marco Minniti. “Alle forze di polizia e ai magistrati che con impegno hanno lavorato per raggiungere questo risultato - aggiunge Minniti - va il nostro plauso e la nostra gratitudine”.