Acqua su Encedalo, possibile vita sulla luna di Saturno
Marzo 13th, 2006 by Luigi Palamara
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La sonda Cassini e le sue informazioniÂ
Sono apparsi nella luce solare radente, al Polo Sud del satellite di Saturno, mostrando una scena sensazionale: tanti geyser di diversa intensità , che proiettano materiale fino a un’altezza di 300-400 chilometri. Le immagini sono state raccolte dalla sonda Cassini, a quasi 240 mila km da Saturno, nell’impalpabile anello esterno: lì orbita uno stranissimo satellite di ghiaccio, Encelado, che, pur avendo un diametro di appena 500 chilometri, mostra una superficie tormentata, modificata da imponenti fenomeni geologici. L’ultima osservazione di una lunga serie è avvenuta il 27 novembre 2005, quando la sonda ha puntato i suoi «occhi» per 36 minuti, mirando una falce molto stretta di Encelado da una distanza di «soli» 145 mila chilometri. Si è così scoperto che il materiale eiettato dai geyser polari è composto da vapore d’acqua miscelato a finissime particelle di ghiaccio, molto simili a quelle che costituiscono l’anello più esterno di Saturno: è la dimostrazione che proprio Encelado è la fonte del materiale che rende persistente l’anello. Capire il meccanismo alla base di questa straordinaria attività geologica è una sfida: l’uscita di vapore d’acqua implica la presenza di acqua allo stato liquido nel sottosuolo. Una condizione che, a una prima analisi, sembra assurda in un corpo così gelido. Si può però dimostrare che in un corpo ad alta componente di ghiaccio il calore primordiale è in grado di creare, alla profondità di qualche decina di chilometri, un guscio di acqua liquida che rimane tale per miliardi di anni grazie allo scudo anti-termico del ghiaccio soprastante. Cassini ha realizzato due «flyby», voli ravvicinati, il 17 febbraio e il 9 marzo 2005, puntando la fotocamera «Iss» e ricavando spettacolari immagini ad alta risoluzione, che hanno rivelato molte sorprese. Oltre ai geyser, la superficie di Encelado è pesantemente rimodellata: in alcuni casi - soprattutto nelle regioni settentrionali - si tratta di modificazioni antiche, con crateri sovrapposti a fratture, mentre in corrispondenza delle latitudini meridionali i terreni sono talmente giovani dal punto di vista geologico da mostrare una completa assenza di crateri da impatto. I primi segni rivelatori erano stati acquisiti con il magnetometro: si sono osservate distorsioni del campo magnetico di Saturno proprio nei pressi di Encelado, compatibili con la presenza, attorno al satellite, di un guscio atmosferico di vapore d’acqua. Un’altra sorpresa è venuta dallo spettrometro a infrarosso, che ha individuato, al Polo Sud di Encelado, una nettissima macchia termica, con punte di temperatura che superavano anche di 40° la temperatura media di -200°. E le sorprese non erano finite: un altro spettrometro ha rilevato che, almeno in quella regione, Encelado è circondato da un’atmosfera: è composta per il 65% da vapore d’acqua, per il 20% di idrogeno molecolare e per il resto da piccole quantità di ossido di carbonio, anidride carbonica e azoto molecolare. Contemporaneamente l’analizzatore di particelle cosmiche ha evidenziato un picco di finissime particelle di ghiaccio, che raggiungono altezze anche di 400 chilometri. Ai dati fisici si sono aggiunte le straordinarie informazioni fotografiche: nella porzione meridionale di Encelado è apparsa una morfologia unica, mai vista su altri corpi del Sistema Solare: un intreccio di fessure e spaccature, che fa da confine a un terreno giovanissimo, solcato da fessurazioni e dominato da blocchi di ghiaccio. Ci sono poi altre formazioni, che appaiono come striature parallele: gli astronomi le hanno ribattezzate «strisce di tigre».
(le Scienze)
“Ci sono altre lune nel sistema solare in cui sono intrappolati oceani di acqua liquida coperti da chilometri di crosta ghiacciata”, ha dichiarato il Dr. Andrew Ingersoll, meteorologo presso il CalTech di Pasadena, “Ciò che è differente qui è che l’acqua liquida potrebbe trovarsi a poche decine di metri sotto la superficie. Se questo è vero, altre stranezze diventano perfettamente logiche. La Cassini, avvicinandosi a Saturno, ha evidenziato che quel sistema planetario è pieno di atomi di ossigeno. Non si capiva da dove provenisse tutto quell’ossigeno, ma se la situazione di Encelado è questa allora tutto torna. Anche quando la sonda Cassini non è in volo su Encelado, si osservano poi attività eruttive. Sorge la domanda: perché Encelado è così attivo? E’ attivo solamente in quel punto o in altri? Può aver permesso lo sviluppo di vita all’interno del satellite? Nella primavera del 2008 la Cassini sorvolerà nuovamente la luna Encelado a un’altezza di 350 km. Una conclusione si può trarre subito: la missione Cassini-Huygens ha trovato un altro mondo interessante da esplorare.
Encelado è l’ottavo satellite conosciuto di Saturno:
orbita: 238.020 km da Saturno
diametro: 498 km
massa: 7,30e19 kg
Nella mitologia greca Encelado era un gigante ucciso in battaglia e bruciato nel monte Etna da Atena. Scoperto nel 1789 da Herschel.
Encelado possiede l’ albedo (Rapporto tra la quantità di luce riflessa da un corpo e la quantità di luce incidente; è la misura della riflettività o della luminosità intrinseca di un oggetto :una superficie bianca, perfettamente riflettente, avrà un albedo pari a 1,0; una superficie nera, perfettamente assorbente, avrà un albedo pari a 0,0), più alto (>0.9) di qualunque altro copro del sistema solare. La sua superficie è ricoperta da ghiaccio.
Su Encelado sono stati identificati 5 diversi tipi di terreno . Oltre ai crateri ci sono pianure levigate , fratture e catene montuose. Alcune parti della superficie sono relativamente giovani, con un’età probabilmente inferiore ai 100 millioni di anni.
Questo significa che Encelado deve essere rimasto attivo fino a poco tempo fa (e forse lo è a tuttoggi). Forse è presente una specie di vulcanismo basato sull’acqua.
Encelado è troppo piccolo per essere ancora riscaldato dal calore generato dal decadimento radiattivo in esso contenuto
Encelado è legato in un’orbita risonante (1:2) con Dione e questo può dar luogo ad un meccanismo che genera calore che sarebbe comunque insufficiente per sciogliere il ghiaccio.
Fonte: Centumcellae
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